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Don Camerino Berardinelli, arciprete di Civitaretenga, frazione del comune di Navelli, nella provincia dell’Aquila, in Abruzzo, vi rimase per molti anni, fino agli ultimi giorni della sua vita.

Era nato il 13 novembre 1874 a Tione degli Abruzzi e morì in Civitaretenga il 28 febbraio 1960.

Riposa in un loculo del locale camposanto, fra quei parrocchiani che spesso dal pulpito aveva richiamato all'osservanza dei Comandamenti di Dio.

Nei suoi lunghi sermoni domenicali, eruditi ma di facilissima comprensione da tutti i fedeli, raramente parlava degli Angeli, del Paradiso.

Erano frequentissime invece le citazioni relative ai Diavoli e all’Inferno.

Don Camerino fu un prete molto energico, di carattere schietto ed aperto nelle accuse e si comportò in modo severo, è vero, nei confronti dei Suoi parrocchiani, ma curava i medesimi e si prodigava alla ricerca della "pecorella smarrita".

Le palme degli ulivi non le utilizzava soltanto nella domenica relativa, ma le usava spesso anche per bacchettare le mani dei piccoli allievi che frequentavano la dottrina.

Nel Suo comportamento non bisogna escludere l'interessa¬mento politico e bisogna affermare che era pure rispettato dai Suoi avversari, nonostante li rimbrottasse dal pulpito.

Forse Giovannino Guareschi non lo avrà mai sentito nominare, ma il comportamento di Don Camerino nei confronti dei politici di sinistra era identico a quello di Don Camillo.

I comizi erano tenuti nella piazza dietro la chiesa di San Salvatore, quasi sotto il campanile.

Dopo alcuni minuti iniziava il suono delle campane, con grave disappunto della gente, ma lui imperterrito continuava a suonarle.

Fonte Mario Napoleone

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